Doctor Strange nel multiverso della follia: La recensione del film

Dal 4 maggio al cinema

Doctor Strange nel multiverso della follia – Il nuovo film del Doctor Strange diretto da Sam Raimi

In Doctor Strange nel multiverso della follia ritroviamo Steven Strange (Benedict Cumberbatch), dopo gli avvenimenti di Spider-Man: No way Home, alle prese con un nuovo avversario. Verrà aiutato da vecchi e nuovi alleati e per sconfiggerlo dovrà viaggiare nel multiverso.

Doctor Strange nel multiverso della follia – In viaggio nel multiverso tra fantasy e horror

Doctor Strange nel multiverso della follia è il ventottesimo film del MCU (Marvel Cinematic Universe) facente parte della fase 4. Sequel di Doctor Strange del 2016.

La pellicola è stata diretta da Sam Raimi che dopo vent’anni torna a dirigere un film sui supereroi post trilogia di Spider-Man.
Il film tra fantasy, action, avventura e horror presenta una storia interessante che si mantiene su sé stessa. Lo sviluppo narrativo è ben strutturato e abbastanza convenzionale e non va a strafare nel troppo fan service, visto che con la tematica del multiverso poteva risultare la via più semplice.

Ci ritroviamo invece ad avere una sceneggiatura che fa rimandi specifici, oltre ai film precedenti, anche alle serie TV Marvel come WandaVision e What If…  Introduce inoltre nuovi personaggi che compariranno nelle prossime produzioni, con un occhio al passato ed uno al futuro.

Complice inoltre la regia di Sam Raimi che con la sua cifra stilistica va a delineare oltremodo alcuni momenti della pellicola specialmente quelli “horror” o. Nel complesso vengono gestiti in modo coerente anche gli effetti speciali.

Una pellicola cupa, che per smorzare i toni non sempre riesce a fare scelte funzionali. Difatti cede in alcuni punti dove il momento comico un po’ stride. Soprattutto nella seconda parte del film. Nel complesso non va ad incidere troppo sullo sviluppo narrativo o sul ritmo, che rimane fluido per le due ore e mezza proposte.

La pellicola Doctor Strange nel multiverso della follia oltre ad approfondire la tematica del multiverso, tema centrale della fase 4, permette di analizzare più attentamente il personaggio di Steven Strange. Dopo gli ultimi avvenimenti ha ridimensionato leggermente il suo ego, ma non riesce a trovare ancora un equilibrio. Il confronto con i suoi vari sé stessi negli altri universi, gli permetterà di affrontare parte delle sue paure e delle sue debolezze.

La storyline dell’avversario di Strange e villain del film è stata sfruttata in maniera funzionale e chiuderà un altro ciclo del passato per aprirne uno nuovo. Facendo diventare sempre più evidente la direzione che la fase 4 voglia prendere con un passaggio generazionale, lasciando solo alcuni personaggi passati per fare da connessione.

Come in ogni film Marvel sono state inserite due scene nei titoli di coda da scoprire.

In conclusione

Il film Doctor Strange nel multiverso della follia porta sullo schermo un altro pezzo del Marvel Cinematic Universe. Un sequel che riesce nel suo intento e che funziona, soprattutto per la regia di Sam Raimi e per aver proposto una storia abbastanza equilibrata anche se con qualche pecca.

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